Parco dell’Adelasia. Una domenica soleggiata ed estremamente ventosa, il classico connubio devastante ligure, responsabile del nostro carattere scorbutico. Non fai tempo a scaldarti al sole che il vento ti ha già tagliato la faccia in 4 pezzetti.

Lunghezza: 5Km;
Durata: 1h30;
Dislivello: 197m;

Tracciato

Il Parco dell’Adelasia è un’ambita meta nel Savonese, sia per camminatori che per bikers scatenati. Ci sono diversi punti di accesso, quello che ho preso io è lato Montenotte, da Cascina Miera. In mezzo ad un tornante della SP12 troviamo i cartelli che segnalano l’entrata. Si parcheggia comodamente nel rettilineo adiacente in mezzo ad una caterva di altre macchine. Dall’entrata troviamo proprio l’inizio e la fine del giro che farò oggi. Prendo la strada in salita, tanto per iniziare bene col mio fisico già sminchio, e mi avvio verso Cascina Miera. Giusto il tempo di rompere il fiato e prendere il ritmo della camminata che giungo alla cascina. Trovo svariate famiglie con bimbi che mangiano, giocano e partono per i vari trekking della zona. I cartelli dei sentieri ne segnalano 3: Itinerario 1, itinerario 3 e itinerario Airone (Segnalato come A).

Uscendo di casa ero convinto di voler fare almeno 10 km nei boschi, ma il vento incessante mi fa rapidamente cambiare idea. Non lo sopporto e non ho voglia di passare la giornata a coprirmi e scoprirmi continuamente. Quindi, vada per l’anello breve, circa 5Km.
Il sentiero, che poi è un pezzo di Alta Via, è poco impegnativo, ben segnalato e fattibile davvero per tutti, non a caso è un classico per famiglie.
Mi ritrovi a camminare in un bosco di alberi le cui foglie sono in terra, secche. Il posto è davvero molto bello, alberi ovunque ma senza un fitto sottobosco, che regala molta visibilità della natura che mi circonda.

L’unica nota negativa, è che dopo un inverno freddo, accompagnato dal Covid, il mio desiderio di “verde” primaverile non è molto soddisfatto dal parco che mi circonda. Mi riprometto di tornarci un po’ più avanti per godermi i colori accesi della primavera / estate.

Incontro un po’ di camminatori di ogni età, tutti con lo stesso obiettivo: La rocca dell’Adelasia, per la classica foto di rito. Non essendoci mai stato sono curioso di vederla e di farmi sto selfone di cui tutti si vantano.

Giunto all’ambita meta trovo la rocca libera da gente, solo una coppia col cane che mangia su una roccia. Perfetto, è il mio momento. Tiro fuori lo scalatore che è in me e salgo in cima alla rocca. Faccio 5 o 6 selfie, per avere la certezza di averne almeno uno buono. Certezza sfatata solo in seguito, guardando il risultato delle foto, ma vabbeh. La mia faccia e le foto non vanno molto d’accordo…

Da qui ho due strade da scegliere. Quella più lunga, dell’amore (solitario, nel mio caso..) o il rientro verso il punto di partenza, continuando l’anello breve. Sai che ti dico? Io cambio e passo sul sentiero lungo, sono preso bene e ho voglia di camminare. Inizio la discesa e in 10 minuti arrivo in un punto di vento costante, che mi fa capire che ho sbagliato scelta, sopravvalutando il mio ottimismo. Faccio dietro front e impreco qualche volta perché mi tocca rifare tutta la discesa appena conclusa al contrario.

Ok, ho sbagliato buttando via 15 – 20 minuti, ma va bene lo stesso. Tornato alla rocca riprendo il sentiero originale, con meta Cascina Miera, per svaccarmi su un prato e mangiare scaldato dal sole. Lungo il tragitto trovo una breve deviazione senza uscita che porta al Faggio Monumentale. E cosa faccio, non vado a vederlo?!? Figurati. Effettivamente in 2 minuti scarsi arrivo ai piedi del monumento. Wow, effettivamente imponente e maestoso. Peccato solo che non ci sia un briciolo di verde in tutto questo bosco. Comunque è bellissimo.
Faccio dietro front, ritorno al sentiero e procedo arrivando in 15 minuti alla strada, dove ho parcheggiato l’auto. Concludo il giro riprendendo la strada che sale verso la Cascina per mangiare.

Cascina Miera

Un rifugio, che fa da tavola calda e offre ospitalità per la notte. Sito in mezzo al bosco, in un’ampia radura, con giochi per bambini, tavoli e prati. Effettivamente, niente male. In più la vista sulle alpi innevate in lontananza ti dà gioia davvero.

Cascina Miera
Cascina Miera

Io mi sono messo sul prato, in un punto riparato dal vento, ho mangiato il mio pranzo al sacco e mi sono goduto una mezzora di sole sdraiato nell’erba: che goduria!


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