Tuco Lago di Fedaia

Cambio programma. Dato che nei giorni successivi daranno temporali nella zona delle Cime di Lavaredo decidiamo di attraversare le Dolomiti oggi per fare il giro delle Cime l’indomani evitando, così, il maltempo.

Ci attende, quindi, una giornata in viaggio, su e giù per le montagne, mettendo a dura prova il povero Tuco!

Ti sei perso la giornata precedente? Siamo stati sul Lago di Carezza. Ecco il link.

Si riparte

La colazione si ripresenta lunga e impegnativa ma assolutamente piacevole. Il parcheggio intorno a noi si riempie di auto di escursionisti che vanno a camminare sul “Catinaccio“. Sarebbe sicuramente una gita interessante da fare,  ma il meteo ci dice che di lì a 2 giorni nella zona delle Cime di Lavaredo arriveranno i temporali. L’ultimo giorno utile per fare il giro sarebbe giovedì (oggi è martedì), ma decidiamo di andare in là oggi per fare il giro l’indomani. Tutte le tappe che volevamo fare nel mezzo le posticiperemo al ritorno. Ne approfittiamo così per passare da Canazei, Cortina d’Ampezzo e, soprattutto, in mezzo alle Dolomiti, godendoci panorami meravigliosi!

Arriviamo facilmente a Canazei e qui abbiamo il primo bivio: Passo Pordoi o Passo Fedaia? Il Pordoi sicuramente mi intriga un sacco, ma non voglio esagerare con il povero Tuco, memore del Col d’Izoard l’anno precedente (qui il link se te lo sei perso). Decidiamo, quindi, di procedere verso il Passo Fedaia. La salita non è banale per Tuco, ma comunque non ci lamentiamo troppo, la seconda si riesce a tenere e riusciamo addirittura a sorpassare i ciclisti senza troppa fatica!!

Passo e Lago di Fedaia

Arrivati sul passo lo spettacolo è magnifico. Il Lago blu ci accoglie con, alle spalle, la Marmolada. Il selfone di rito non possiamo certo saltarlo prima di proseguire.

Tuco Lago di Fedaia
Tuco Lago di Fedaia

Puzza di bruciato?!

Superato il Lago e il passo ufficiale la strada scende. E scende. E scende ancora. “Ma sì, è solo la prima rampa molto impegnativa, poi ci molla!“, dico io. Nel giro di 15 minuti ci ritroviamo fermi a bordo strada, sotto la Marmolada, a far raffreddare i freni. Una discesa così impegnativa e così lunga non mi era mai capitata col povero Tuco. La cosa che mi consola è che addirittura passano macchine che lasciano puzza di freni bruciati! Dopo 15 minuti decidiamo di scendere ancora un po’ e raggiungere un piccolo borgo turistico squallido (Malga Ciapela) che ci permette, però, di comprare un po’ di pane e verdura per il pranzo. La nostra “dieta” non è stato certa sana in questi giorni  e sentiamo la necessita di un pranzo un po’ più salutare.

Dopo questo lauto pranzo ripartiamo verso Cortina d’Ampezzo, ignari che il Passo Giau avrebbe messo nuovamente alla prova i pochi cavalli di Tuco.

Passo Giau

La strada prosegue facile e finalmente sia io che Tuco tiriamo un sospiro di sollievo. Ma non passa molto tempo prima di ritrovarci nuovamente in difficoltà: la strada verso il Passo Giau sale senza sosta, con una pendenza notevole e l’unica marcia che regge è la prima. Il povero Tuco fatica non poco, ma comunque ci porta avanti, lento ma inesorabile. Non nego che in questo momento farebbe comodo un dannato turbo! Ma guardiamo i lati positivi;  a questa velocità abbiamo modo di gustare il panorama a fondo. Ma proprio a fondo…

L’arrivo a Misurina

Come ogni buona salita, anche questa finisce con una discesa. Fortunatamente non pendente come quella del Passo Fedaia, quindi proseguiamo senza intoppi verso Cortina d’Ampezzo e, infine, Misurina.
L’arrivo ci stupisce: questa è la località principale per salire alle cime di Lavaredo dato che la strada che porta al rifugio Auronzo parte proprio da qui. Purtroppo la quantità di turisti è incredibile e, per noi che arriviamo da una località balneare,  sembra quasi di essere tornati a casa. L’area sosta e il campeggio sono pieni, in giro notiamo parecchi mezzi con multe e iniziamo a chiederci con preoccupazione dove potremmo passare la notte.

Per fortuna arriva una botta di culo. Casualmente mi fermo in un parcheggio libero e scopriamo, chiedendo al ristorante accanto, che lì ci si può fermare liberamente. Perfetto!! La piazzola fa schifo, il fondo è mezzo fangoso e siamo perfettamente sulla strada. Ma siamo a 20 metri dalla partenza della navetta per le Cime e a 5 dal ristorante che ci ospiterà per cena.
Non perdiamo l’appuntamento col lago di Misurina approfittandone per comprare qualcosa per il pranzo al sacco dell’indomani.

I Canederli

Stasera facciamo i signori. Basta con la solita pasta in camper, andiamo al ristorante. Aperitivo a base di spritz e, per cena, proviamo i famigerati Canederli. Io non li ho mai assaggiati e scopro che sono delle polpette di pane, formaggio e condimenti vari piuttosto buone e pesanti.

La fregatura è solo una. Viaggiando con un vegetariano ho scoperto solo dopo che l’impasto originale prevede anche speck e ingredienti vari mentre io, ignaro, mi sono mangiato quelli con le rape, gli spinaci e ingredienti veg. Buoni eh, ma belin, io volevo quelli veri!!!

Come al solito, la serata si conclude con un po’ di sano Burraco accompagnato da San Simone, come la tradizione vuole..

Scopri come continua il viaggio. Domani saliremo alle Cime di Lavaredo! Ecco il link all’articolo.


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